LA SALUTE MENTALE DEI GIOVANI

La salute mentale dei giovani

Villa La Fonte – Istituto Universitario Europeo (Fiesole)
09:00-17:30

Sabato 6 settembre 2025 si è svolta a Fiesole la XXVI edizione della Conferenza Annuale della Fondazione Ing. RODOLFO DEBENEDETTI, intitolata “Salute mentale giovanile”.

La sessione mattutina si è aperta con la presentazione del rapporto “The Changing Age Profile of Distress”, una panoramica approfondita dell’evoluzione della distribuzione per età del disagio mentale, a cura di David Blanchflower (Dartmouth College) e Alex Bryson (University College London). La ricerca mostra infatti come il tradizionale andamento a U del malessere psicologico nel corso della vita — con un picco a mezza età — sia scomparso negli ultimi anni. Al suo posto è emerso, a livello globale, un calo costante del disagio mentale con l’avanzare dell’età. Questo cambiamento è dovuto principalmente a un netto e continuo peggioramento della salute mentale tra i giovani, in particolare tra gli under 25 e le giovani donne. La tendenza è iniziata prima della pandemia di COVID-19 e sembra legata a diversi fattori, tra cui gli effetti duraturi della Grande Recessione, il sottofinanziamento dei servizi per la salute mentale, le condizioni lavorative dei giovani e, non da ultimo, la crescente diffusione di smartphone e social media.

Sono seguiti tre brevi interventi di Michelle Acampora (ETH Zurigo), Roger Prudon (Università di Lancaster) e Ana Rodríguez-González (Universitat de Barcelona), basati sui contributi di una sessione speciale tenutasi alla conferenza EALE di Bergen nel settembre 2024 incentrata sulla salute mentale giovanile.

La mattinata si è conclusa con un intervento di Olivier Marie (Università di Rotterdam) dal titolo “The Mental Health Cost of Cheap Data: Evidence from Around the World”, che ha esaminato l’impatto globale dell’utilizzo degli smartphone sulla salute mentale.

Nel pomeriggio è stato presentato lo studio “Exposure to Social Media and Youth Well-Being” a cura di Giovanni Abbiati (Università di Brescia) e Marco Gui (Università di Milano-Bicocca), che analizza i risultati di due studi sull’uso precoce di smartphone e social media tra gli adolescenti in Lombardia. Il primo studio mostra come gli studenti che iniziano a usare i social media alle medie, soprattutto in prima, ottengono peggiori risultati scolastici in italiano e matematica alle superiori, con effetti più marcati tra i ragazzi. Questo peggioramento è in parte legato ad un uso frequente dello smartphone durante le attività quotidiane, come lo studio o prima di dormire. Il secondo studio, basato su un’indagine rivolta a 6.500 genitori, evidenzia un divario tra le pratiche educative effettive e ciò che i genitori considerano più opportuno, suggerendo che l’accesso anticipato è spesso determinato dalla pressione sociale. Gli autori interpretano il fenomeno come un problema collettivo e invitano a un’azione coordinata per ritardare e gestire meglio l’uso degli strumenti digitali.

La conferenza si è conclusa con una tavola rotonda intitolata “Cosa abbiamo imparato?”, moderata da Tito Boeri (Università Bocconi e FRDB), con la partecipazione di Matteo Lancini (psicologo e psicoterapeuta), Simona Malpezzi (Senatrice della Repubblica e Vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza), e Tommaso Nannicini (European University Institute).


Qui sotto è disponibile la registrazione della diretta streaming dell’evento. 



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